Come trattare il rullante nel mix

Nella seconda puntata della nostra serie di tutorial sul mix affrontiamo ci occupiamo del rullante. Partiamo da una microfonazione classica, con microfono sopra (Beyerdynamic M201) e sotto (AKG C3000), ripresi tramite preamp API 512c.

Nella guida vediamo nel dettaglio l’applicazione degli effetti di dinamica – noise gate e compressore – e dell’equalizzatore sia sui singoli canali sia sul bus della batteria.

Microfonazione del Rullante

Il rullante viene generalmente microfonato sia sopra sia sotto. Il microfono superiore cattura il corpo e l’attacco dello strumento, mentre quello inferiore raccoglie il suono caratteristico della cordiera, fondamentale per aggiungere definizione e brillantezza, soprattutto nelle dinamiche più delicate come le ghost note.

Equalizzare il rullante – microfono sopra

Per il rullante superiore, il primo passo nel nostro processo di mixaggio è l’uso di un Noise Gate. Questo permette di isolare il suono del rullante eliminando i rumori di fondo e i suoni indesiderati dal resto del kit. L’attacco rapido e il rilascio lento del gate preservano l’integrità del suono naturale del rullante, consentendo al contempo un controllo preciso sulle ghost note.

L’equalizzazione gioca un ruolo cruciale, con un taglio sulle frequenze basse per eliminare le componenti non necessarie e un leggero boost intorno ai 180 Hz per aggiungere corpo al suono. Ulteriori interventi mirati, come il taglio intorno ai 700 Hz, aiutano a eliminare le frequenze che possono rendere il suono “inscatolato”.

Equalizzare il rullante – microfono sotto

Il rullante inferiore, essenziale per catturare il suono della cordiera, richiede un’attenzione particolare all’equalizzazione. Qui, tagliamo le basse frequenze per ridurre il rumore della cassa e miglioriamo la chiarezza del suono. Un leggerissimo boost sulle alte frequenze accentua ulteriormente il carattere della cordiera.

A differenza del rullante superiore, qui evitiamo l’uso del Noise Gate per preservare le sottili sfumature del suono, come le ghost note, che arricchiscono la performance.

Compressore: Attacco e Dinamica

Utilizziamo compressori sia sul microfono superiore che su quello inferiore, ma con impostazioni mirate a esaltare aspetti diversi del suono. Sul rullante superiore, il compressore è settato per enfatizzare l’attacco e aggiungere corpo al suono con un’intervento discreto. Sul rullante inferiore, invece, preferiamo un attacco rapido per dare più presenza alla cordiera e alle ghost note, uniformando la dinamica senza soffocare l’attacco.

Arricchire il Suono con un Campione

Per aggiungere profondità e ampiezza al suono del rullante, integriamo un leggero campione di rullante tramite un editor di campioni. Questo trucco, utilizzato con discrezione, contribuisce a creare una coda più ricca e a migliorare la percezione stereofonica del suono, senza alterarne la timbrica originale.

Il Tocco Finale: Riverbero e Mixaggio

Infine, un leggero riverbero viene applicato per inserire armonicamente il rullante nel contesto del mix, migliorandone la spazialità senza eccedere. La gestione attenta dei livelli tra il rullante microfonato sopra e sotto, insieme all’aggiunta del campione, permette di ottenere un equilibrio dinamico e una presenza ottimale nel mix finale.

Questo approccio al mixaggio del rullante evidenzia l’importanza di un processo attento e differenziato, che consideri ogni aspetto dello strumento per valorizzarne al meglio le caratteristiche nel contesto del brano. Restate con noi per ulteriori approfondimenti e tecniche di mixaggio qui a V3 Recording Studio.