Mix tutorial: gli overhead

Gli overhead sono fondamentali per una buona resa del drumkit in registrazione. Non servono solo per riprendere i piatti, ma devono restituire un suono di insieme del kit che fa da collante per tutti i microfoni posizionati sui fusti.

I canali degli overhead vengono processati decisamente meno rispetto ai canali dei fusti, ma spesso è utile agire con un po’ di equalizzatore e compressore per controllare alcune frequenze poco utili al mix o fastidiose.

In questo tutorial utilizziamo il compressore Waves C1 in modalità split per controllare e attenuare in maniera precisa alcune frequenze dei crash.

Per la ripresa degli overhead abbiamo utilizzato una coppia di microfoni a condensatore Lewitt Authentica LCT640 e due preamp Neve Portico 5012. Prima dei convertitori abbiamo inserito un tape emulator Neve 542 per arrotondare ulteriormente il suono dei piatti sulle alte.

Oltre i Piatti: Una Visione Completa

Contrariamente alla credenza comune, gli overheads non sono dedicati esclusivamente alla ripresa dei piatti. Come abbiamo potuto ascoltare, la presenza di cassa e rullante nelle tracce overhead è evidente e significativa. Questo ci suggerisce che, in caso di limitazioni nell’equipaggiamento, attribuire i migliori microfoni e preamp agli overheads è una scelta saggia. In particolare, i piatti, per la loro complessità frequenziale, possono risultare problematici, soprattutto se catturati con microfoni low cost, rendendo più arduo il loro trattamento in fase di mixaggio.

Per la nostra sessione, abbiamo optato per una coppia di LCT 640, microfoni a condensatore multi-pattern estremamente versatili, perfetti per questo tipo di applicazione. Dopo aver acquisito le tracce stereo degli overheads, abbiamo proceduto con un panning completo a sinistra e a destra, per poi raggrupparli e applicare una serie di effetti mirati.

“La Catena di Effetti: Pulizia e Controllo”

La nostra catena inizia con un equalizzatore, utilizzato per eliminare una risonanza del timpano e pulire il suono da frequenze indesiderate. Tagliamo le basse frequenze sotto i 90 Hz e interveniamo specificamente intorno ai 330 Hz con un notch filter molto stretto, eliminando una risonanza particolarmente invasiva.

Segue un compressore, il Waves C1, scelto per la sua capacità di isolare e comprimere specifiche bande di frequenza. Impostato in modalità split, agisce solo sulle alte frequenze, intorno ai 34 kHz, permettendoci di mitigare le componenti più fastidiose dei piatti senza intaccare la presenza del rullante.

Infine, un ulteriore equalizzatore Waves della serie vintage apporta un tocco di colore, con un leggero boost sulle alte frequenze e ulteriori tagli mirati per affinare ulteriormente il suono.

Verso un Mix Coeso: La Gestione Complessiva

Tutti i segnali della batteria confluiscono in un bus dedicato, consentendoci di bilanciare il volume dell’intero kit con un unico fader. Su questo bus, applichiamo una compressione aggiuntiva e, in una futura sessione, esploreremo le tecniche di compressione parallela per ulteriori affinamenti.

Il trattamento degli overheads nel mix è un’arte che richiede attenzione ai dettagli e una profonda comprensione delle dinamiche della batteria. Attraverso la scelta attenta dell’equipaggiamento, una catena di effetti mirata e una gestione oculata del suono complessivo, possiamo elevare significativamente la qualità del nostro mix, assicurando che ogni componente della batteria trovi il proprio spazio e contribuisca armoniosamente al risultato finale.

Vi ringraziamo per aver seguito questa sessione da V3 Recording Studio. Non vediamo l’ora di condividere con voi ulteriori tecniche e consigli nel nostro prossimo incontro. Alla prossima!