Ecco come ho scelto e posizionato i microfoni per registrare la batteria durante le session con i Network and Black Coffee. In totale sono stati posizionati 13 microfoni, due panoramici, due di ambiente, due su cassa e rullante, uno per ogni tom e uno su ride e charleston.

Overhead:

Per registrare la batteria posiziono sempre per primi gli overhead, anche detti panoramici: sono fondamentali per registrare il suono di insieme della batteria. Per questo mi sono affidato ad una coppia di Lewitt LCT-640, super dettagliati e molto versatili, in configurazione A/B, cioè uno a sinistra e uno a destra del kit, a circa un metro dai piatti e rivolti verso il basso.

Cassa:

Per registrare la cassa, una Gretsch da 22”, ho utilizzato due microfoni: un Beyerdynamic Opus 99 posizionato all’interno della cassa e un Neumann u89 all’esterno, a circa 30cm dalla pelle davanti. Il microfono interno mi serve per catturare l’attacco del battente, e restituisce un suono più definito e isolato dal resto del kit. Le pareti della cassa lo proteggono dai rientri del resto del kit, quindi il suo segnale sarà molto pulito e perfettamente lavorabile in fase di mix. Il microfono esterno avrà invece molti più rientri ma mi aiuterà a catturare il corpo della cassa e aggiunge rotondità al suono.

Rullante

Anche qui due microfoni: un Beyerdynamic M201, microfono dinamico, molto dettagliato e poco sensibile ai rientri posizionato sulla pelle superiore, e un più economico Akg c3000b sotto il rullante, puntato verso la cordiera. Il microfono superiore è il principale responsabile del sound del rullante, ma per registrare una batteria in modo efficace non possiamo fare a meno del suono e del dettaglio della cordiera, e un microfono a condensatore come il C3000b è perfetto per questo ruolo: ricco sulle alte e non troppo ingombrante .

Tom e Timpano

Per registrare i due tom e ho usato microfoni Beyerdynamic Opus 88: sono microfoni a condensatore con molto dettaglio sulle alte e sufficientemente profondi sulle basse, con un comodissimo attacco a clip che occupa poco spazio e non interferisce con la performance del batterista. Sul timpano invece ho optato per uno Shure SM7B, un microfono dinamico. Questo perché l’attacco a clip del Beyerdynamic non mi permetteva di distanziarlo molto dalla pelle, e per uno strumento come il timpano preferisco un posizionamento meno ravvicinato per catturare meglio il corpo dello strumento.

Charleston e Ride

Sul charleston ho un microfono a condensatore figura-8 soprattutto per ridurre i rientri del rullante. Una caratteristica molto utile dei microfoni a figura-8 è quella di essere quasi “sordi” sulla zona laterale, quindi con un posizionamento corretto è possibile ridurre moltissimo i rientri del kit e ottenere un suono di charleston più isolato e “puro”. Ho infine aggiunto un microfono sul ride, per avere la possibilità nella successiva fase di mix di accentuarne alcuni passaggi.

Microfoni di Ambiente

Per registrare una batteria è necessario considerare anche la resa dello strumento nell’ambiente di ripresa: per questo si utilizzano dei microfoni di ambiente, distanti dal kit. Per questa session mi sono affidato a una coppia di oktava mc-012 con capsula omnidirezionale, posizionati in fondo alla stanza. La capsula omnidirezionale è perfetta per questo scopo, perché riesce a catturare il suono a 360 gradi. E in coppia, a una distanza di circa 30cm, restituiscono un’immagine stereo molto interessante.

 

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