Eccoci alla seconda puntata del diario di bordo delle session con i Voodoo. Oggi vi racconteremo di come abbiamo registrato l’organo e le chitarre, i due strumenti portanti del brano.

Partiamo dall’organo, un Crumar Mojo, eccellente clone digitale degli storici organi a tonewheel (hammond B3) ed elettrici (Farfisa, Vox). La macchina è piuttosto versatile, ed offre un’ottima varietà timbrica. Noi però abbiamo anche bisogno un suono super-aggressivo per accompagnare i riff distorti di chitarra, quindi decidiamo di spingerci oltre i limiti fisici dello strumento. La ripresa viene quindi effettuata inviando il segnale senza effetti del Mojo ad un amplificatore per chitarra MArshall Class5, un 5W monocanale dotato di un ottimo crunch. Davanti all’amplificatore posizioniamo un microfono a condensatore Neumann TLM103, a circa 50cm dal cono leggermente spostato verso l’alto e inclinato verso il basso. Spingiamo il volume dell’ampli quasi a fine corsa, e otteniamo una ricchissima distorsione valvolare. In questo caso, l’emulazione Leslie è disattivata, ed il suono è decisamente cattivo.

Per le parti di accompagnamento sul ritornello invece optiamo per una soluzione più classica, facendo entrare le uscite stereo del Mojo in una coppia di preamp di buona qualità, e poi direttamente nella DAW.

Per comodità abbiamo anche acquisito tutti i segnali midi del Mojo, per avere un riferimento più preciso delle parti, da usare in caso di eventuali raddoppi con synth virtuali o campioni.

La ripresa delle chitarre

La cassa microfonata: M160 e SM57 vicino al cono, micforono valvolare poco più distante.

Per le chitarre ci siamo affidati a una combinazione Orange Dual Terror/Fender Stratocaster, con una Gibson Les Paul usata successivamente per rinforzare le parti.

La testata Orange, nella sua cassa 2×12 open back, ha un suono decisamente orientato al rock classico, con una timbrica piuttosto scura che aiuta però a rendere più uniforme il suono tipicamente brillante della Strato. Per la ripresa utilizziamo un microfono a nastro Beyerdynamic M160 e uno Shure SM-57 vicino al cono leggermente decentrati. Poco più distante posizioniamo invece un microfono valvolare che utilizzeremo per riprendere un po’ di corpo e ambiente. I tre microfoni verranno assegnati a tracce separate il cui mix andrà a definire timbriche diverse sulle varie parti.

Come al solito vi regaliamo una testimonianza video decisamente autoironica direttamente dal canale Youtube dei Voodoo. 🙂

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